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Juvenes Dogana - 2009/2010

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28.6.09

Europa League - Secondo turno preliminare

UEFA. La Juvenes il 16 luglio in trasferta e il 23 a Montecchio
Dogana: Budućnost (Montenegro)
o Varsavia (Polonia)?

Lunedì 22 giugno le urne di Nyon hanno emesso il loro verdetto: nel secondo turno eliminatorio della neonata Europa League (com'è stata ribattezzata la storica Coppa UEFA), la Juvenes Dogana dovrà vedersela con la vincente del confronto tra Budućnost Podgorica e Polonia Warszawa. La formazione montenegrina e quella polacca si affronteranno all'andata in Montenegro, il prossimo 2 luglio, e al ritorno in Polonia, ad una settimana esatta di distanza, giovedì 9 luglio.
La Juvenes Dogana scenderà in campo il giovedì successivo, 16 luglio, in Polonia o Montenegro, a seconda dell'esito della sfida tra Podgorica e Varsavia. Il 23 luglio, sempre giovedì, il Dogana si esibirà nel march di ritorno dinanzi agli spalti amici dello stadio di Montecchio, che, com'è facile immaginare, si annuncia gremito in ogni ordine e grado di spazi, pronto ad ospitare il pubblico delle grandi occasioni.

Sul Budućnost in italiano si trovano, su Wikipedia, le seguenti informazioni:


Il Budućnost Podgorica, ufficialmente FK Budućnost Podgorica (mgr. ФК Будућност), è la squadra di calcio della polisportiva Budućnost Podgorica, che ha sede a Podgorica, in Montenegro. Gioca le partite casalinghe nello Stadion Pod Goricom, impianto da 17.000 spettatori.

Il club venne fondato nel 1925 e durante gli anni della Repubblica Socialista Federale di Jugoslavia i maggiori risultati conseguiti dalla squadra furono il raggiungimento delle finali, entrambe perse, della Coppa di Jugoslavia del 1965 e del 1977. A livello internazionale raggiunse la finale, persa contro l'FC Inter Sibiu, della Coppa dei Balcani 1991.

Dal 2007, dopo l'indipenza del Montenegro, il club milita nel campionato di calcio montenegrino, di cui ha vinto l'edizione 2007-2008.

La divisa ufficiale prevede maglia a righe verticali biancoblu, con calzoncini e calzerotti blu; in trasferta i campioni dell'edizione 2007 del campionato montenegrino indossano un completo total white. Tra i volti noti passati tra le fila del club di Podgorica, ricordiamo Simon Vukčević (classe 1986), talentuosa mezzapunta cresciuta nelle giovanili biancoblu e attualmente in forze allo Sporting Lisbona; Srđan Radonjić, bomber punto di forza della Nazionale montenegrina in forze alla norvegese I. K. Start ma di proprietà dell'OB Odense (e con un passato tra Mornar Bar, Sutjeska Niksic e soprattutto Partizan Belgrado, con cui si è aggiudicato il campionato serbo-montenegrino 2004-2005 e il titolo capocannonieri 2005-2006); Dragoje Leković (1967), storico bomber che ha disputato, tra 1985 e il 1991, sei eccellenti stagioni con la maglia biancoblu, culminate nella sfortunata finale di Coppa dei Balcani persa contro l'Fc Inter Sibiu, prima di passare attraverso Stella Rossa (con cui vince campionato 1991-92 e coppa Intercontinentale 1991), Fudbalski Klub Mogren (Montenegro), ancora Buducnost, Kilmarnock (con cui vince la Coppa di Scozia 1997), Sporting Gijòn e Malaga (Spagna) e, infine, AEK Larnaca (Cipro), senza dimenticare i trascorsi in Nazionale jugoslava (Olimpiadi 1988, Mondiali 1990, Mondiali 1998: ma appena 14 gare giocate); il roccioso Branko Brnović (1967), difensore del Budcunost tra l'87 e il '91 e successivamente al Partizan e all'Espanyol, per quasi dieci anni pilastro della Nazionale jugoslava (tra l'89 3 il '98); Niša Saveljić (1970), altro grande difensore, pure lui nazionale jugoslavo (partecipante a Mondiali 1998 ed Europei 2000), al Buducnost tra l'88 e il '93 e poi nelle fila di Hajduk Spalato, Bordeaux, Partizan, Sochaux, Bastia, Guingamp, Istres. Ma soprattutto si ricordano Predrag Mijatović, che deliziò il pubblico di Podgorica, sua città natale, tra '87 e '89, prima di farsi conoscere al pubblico internazionale con le casacche di Partizan, Valencia, Real Madrid, Fiorentina e Levante e di diventare una colonna delle nazionali di Jugoslavia e poi di Serbia e Montenegro; e il geniale Dejan Savicevic, indimenticabile "10" al Boducnost tra '82 e '88, e poi ispiratore dei successi di Stella Rossa (1 Coppa di Jugoslavia, 3 campionati jugoslavi, 1 Coppa Campioni, 1 Intercontinentale) e Milan (3 campionati italiani, 3 Supercoppe italiane, 1 Coppa Campioni, 1 Supercoppa UEFA), prima di chiudere con gli austriaci del Rapid Vienna. Savicevic è stato l'ambasciatore del talento calcistico slavo, diventando uno dei diamanti della nazionale balcanica (56 match, segnando 26 gol), di cui diventò pure allenatore per il biennio 2001-2003.
Il team montenegrino vanta anche un nutrito fan club su Facebook (circa 6000 iscritti) e un ottimo sito web.



Nutrito il palmares del
Klub Sportowy Polonia Warszawa, in Italia noto come Polonia Varsavia: 2 campionati (1945-1946, 1999-2000), 2 Coppe di Polonia (1951-1952, 2000-2001), 1 Coppa di Lega (2000), 1 Supercoppa di Polonia (2000). Maglia ufficiale completamente nera, calzoncini bianchi, calzini neri; maglia da trasferta bianca, calzoncini neri, calzettoni bianchi. Sul bellissimo sito ufficiale è possibile reperire numerose informazioni sulla storia, sulla sede, sulla rosa della società (purtroppo l'unica lingua ufficiale è il polacco); altre informazioni, in italiano, sono disponibili su Wikipedia. Tra i giocatori storici, una doverosa menzione per Michał Żewłakow (1976), terzino sinistro e capitano della nazionale polacca, cresciuto nel vivaio del Polonia prima di indossare le maglie di Hutnik Varsavia, Beveren, Mouscron, Anderlecht e infine Olympiakos (dov'è attualmente). Da ricordare pure il nigeriano Emmanuel Olisadebe, punta classe 1978, che totalizza con il Polonia 66 presenze a fronte di 20 gol, guadagnandosi pure il titolo di miglior calciatore del campionato 2001 - il suo straordinario stato di forma consente al Polonia di ottenere, tra il 1999 e il 2001 buona parte dei suoi trofei (1 campionato, 1 Coppa di Polonia, 1 Coppa di Lega e 1 Supercoppa di Polonia) - e arrivando alla Nazionale (dove totalizza 25 gare e 11 gol, con la partecipazioni ai Mondiali 2002). Dopo questo periodo d'oro, la sua carriera sarà minata da infortuni e rendimento alterno tra Panathinaikos, Skoda Xanthi FC, APOP Kinyras Peyias (Cipro), prima di approdare alla squadra cinese dell'Henan Jianye. Come dimenticare, infine, Marek Citko (1975), seconda punta e trequartista, la cui luminosa carriera venne troncata da un grave infortunio. Cresciuto nelle formazioni giovanili di Wlókniarz Bialystok e Jagiellonia, con cui esordisce nel campionato polacco, si trasferisce giovanissimo al Widzew Łódź, dove mette in mostra il suo eccelso valore (si ricorda ancora un suo fantastico gol, da 40 metri, all'Atletico Madrid). E' il periodo migliore per Citko, che esordisce in Nazionale e, nel biennio 1996-1997 matura 10 presenze e 2 reti (una inflitta all'Inghilterra). Dopo, complice l'infortunio, girovaga tra Legia Varsavia, Dyskobolia Grodzisk Wielkopolski, Hapoel Be'er Sheva (Israele), Aarau (Svizzera), KS Cracovia e Yverdon (Svizzera), prima di chiudere in bellezza proprio con il Polonia Varsavia, dove, tra il 2005 e il 2007, realizza 7 gol in 36 partite.
Dei giocatori attualmente in forza al Polonia, il più noto e più forte tecnicamente è sicuramente
Tomasz Jodłowiec: in Nazionale dall'ottobre 2008, lo stopper classe 1985, dopo un apprendistato con Widzew Łódź, LKS Łódź, Podbeskidzie Bielsko-Biała e Dyskobolia Grodzisk Wielkopolski, approda, a partire dal 2008, a seguito della fusione tra il Dyskobolia e il Polonia Varsavia, nel sodalizio della capitale polacca. Il centrale è stato al centro dell'attenzione del Napoli nello scorso calciomercato: la trattativa saltò, a contratto quasi firmato, per alcuni problemi familiari del calciatore.

Tirate le somme, il sorteggio non è stato affatto clemente con la Juvenes Dogana. La squadra, al cui timone è stato confermato il grandissimo Alberto Manca, può solo sperare nel miracolo del Budućnost contro le Czarne koszule (magliette nere) di Varsavia. I montenegrini, pur esprimendo un tasso tecnico decisamente superiore al gruppo di capitan Marco Fantini, sono infatti notevolmente più abbordabili del club allenato da Jacek Grembocki. Ma, ricordando le belle prestazioni del Dogana nella precedente esperienza internazionale contro l'Hapoel di Tel Aviv (0 a 3 all'andata in Israele e 0 a 2 a San Marino), nulla è precluso. Non ci resta, allora, che consigliare duro lavoro e impegno severo allo splendido gruppo capace di agganciare nella stagione appena conclusa sia la finale della Coppa Titano, vinta 2 a 1 sul Domagnano, sia quella del Campionato Sammarinese, persa ai rigori col Tre Fiori.

A proposito dei campioni sammarinesi, cui vanno sin d'ora i nostri migliori auguri, si profila per loro la storica occasione di diventare la prima formazione del Titano a superare, sul campo, un turno di una competizione europea. Il sorteggio di Nyon è stato molto tenero con la squadra di mister Floriano Sperindio, cui è stato abbinato il Saint Julià, campione di Andorra. Un avversario assolutamente alla portata di Micheletti, Simoncini & company. L'andata è in programma mercoledì 1 luglio sul campo di Montecchio, il ritorno martedì 7 luglio ad Andorra.

I trefioresi avrebbero voluto ingaggiare pure il comico
Gene Gnocchi, che avrebbe così coronato il suo sogno di giocare una competizione ufficiale.



Con inspiegabile astio e violenza verbale, il presidente della FSGC,
Giorgio Crescentini, ha intimato al Comitato Federale di negare l'autorizzazione per l'ingaggio del talentuoso entertainer, giudicando l'operazione come foriera di discredito per l'intero movimento calcistico della Serenissima Repubblica (si veda, per approfondimenti, il servizio di Sanmarinonotizie.com). Per il COA - Comitato Olimpico Airolano si tratta di una presa di posizione vergognosa: non solo il tesseramento di Gnocchi avrebbe rappresentato una validissima operazione-simpatia per tutto il calcio del Titano, ma esso sarebbe stato anche perfettamente in linea con quei valori di dilettantismo, divertimento, cameratismo, lealtà e passione che da sempre la nostra associazione ha individuato quale vero patrimonio del calcio sammarinese. Evidentemente Crescentini, nella sua escalation al potere del calcio europeo, sta confondendo la crescita del movimento con la perdita delle sue radici di umanità, anti-professionismo e pura voglia di calcio giocato. Che il presidente voglia cancellare le peculiarità di questo splendido mondo, così eccezionale proprio perché diverso radicalmente dall'affarismo e dall'inciviltà sportiva che infettano tutti i campionati professionistici europei e non, a partire da quello italiano?

Intanto, giovedì 25 giugno, le delegazioni ufficiali di Tre Fiori e Juvenes Dogana sono state ricevutein udienza dagli Eccellentissimi Capitani Reggenti Massimo Cenci e Oscar Mina, in quanto ambasciatrici dei più nobili valori dello sport sammarinese sui prestigiosi palcoscenici del calcio europeo (servizio video e scritto su Sanmarinortv.sm).

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